21 luglio 2018
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Slot machine: indovinate com'è finita!

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EURO SCOMPARSI (7 AGOSTO 2008)



DAL BLOG DI ANTONIO DI PIETRO, SI RIPORTA:

Lo scorso martedi cinque agosto ho presentato un'interrogazione a risposta scritta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione ad un'evasione di 98 miliardi di euro, di cui si era appresa la notizia già nella scorsa legislatura, da parte di numerosi concessionari dei Monopoli di Stato in possesso delle autorizzazioni ad installare e gestire macchinette da gioco slot machine.

Tutte le slot machine esistenti sul territorio nazionale avrebbero dovuto essere collegate in via telematica alla Sogei, mentre secondo una inchiesta fatta dalla Guardia di Finanza si era accertato che le società concessionarie erano state inadempienti e un gran numero delle apparecchiature non erano collegate. Solo nel caso di impossibilità a collegarsi era prevista una tassa forfettaria, ma sembra che tale eccezione sia diventata quasi una regola e per arginare tale comportamento fu stabilita una multa di 50 euro per ogni ora di mancato collegamento. Purtroppo sembra che i Monopoli di Stato, che avrebbero dovuto incassare la multa, non abbiano mai applicato le sanzioni. Fonte di ulteriore preoccupazione le notizie che alludevano al fatto che alcune delle società concessionarie fossero riconducibili alla malavita organizzata.

Da tempestive azioni di recupero e da una corretta gestione di tali concessioni potrebbero emergere risorse per affrontare le numerose questioni economico-sociali che riguardano il futuro del Paese e le attuali condizioni di vita dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati. Purtroppo il governo non ritiene di promuovere tempestivi chiarimenti né quali azioni di recupero mettere in atto per recuperare le somme evase.

Ho ricevuto molte lettere sulla notizia riportata dal Secolo XIX di Genova dell’evasione fiscale di 98 miliardi di euro da parte delle società concessionarie ai danni dell’Agenzia dei Monopoli di Stato, struttura preposta al controllo.
Ne pubblico una delle tante che le riassume.

“Salve Ministro,
volevo chiederLe perchè non dedica un post alla mega evasione da 98 miliardi dei Monopoli di Stato? Ormai è passato un po' di tempo da quando la notizia è apparsa sul blog di Beppe Grillo, 98 miliardi sono un'enormità: sono tre volte le riserve auree del nostro paese, proprio quelle che il Presidente del consiglio voleva vendere per ridurre il debito pubblico, se si facesse pagare questa evasione con tanto di interessi e adeguate multe si arriverebbe ad avere una cifra di almeno 150 miliardi di euro, che sono molto ma molto di più di tutte le riserve auree del paese, e con questa cifra si potrebbe ridurre decisamente il debito pubblico italiano che è il più alto d'Europa, o ridurre la pressione fiscale che strozza il paese e il progresso economico!!
Le porgo distinti saluti e le auguro un buon lavoro nell'interessi di tutti i cittadini.”
Francesco

Ho inviato ai diretti interessati: Romano Prodi, Tommaso Padoa Schioppa e Vincenzo Visco, e per conoscenza a tutti i ministri, una lettera per discuterne in Consiglio dei ministri. Riporterò sul blog le loro risposte. Ricordo che, come scritto dal Secolo XIX, la Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie alcune decine di miliardi di euro per il risarcimento del danno patito dallo Stato e il direttore dei Monopoli ha un procedimento in corso per 1,2 miliardi di euro di danni.
Non si può chiedere ai cittadini di pagare le tasse e, allo stesso tempo, non dare risposte su 98 miliardi di euro di evasione fiscale.
Proprio oggi è stata data una prima
risposta su questo argomento sul sito del Governo.

Sul tema dei giochi e dei cosiddetti apparecchi da intrattenimento, oggetto anche di inchieste giudiziarie, l’attenzione della stampa si è concentrata negli ultimi mesi. In questo contesto è bene precisare quale sia stato l’operato del governo.

A poche settimane dall’insediamento del governo e di fronte alle notizie di stampa relative ad un intervento dell’autorità giudiziaria su possibili irregolarità nelle procedure di rilascio di apparecchiature e congegni da divertimento, il viceministro Vincenzo Visco istituì immediatamente una commissione di indagine presieduta dall’on. Alfiero Grandi, sottosegretario di Stato. Era il 27 giugno del 2006.

IL GOVERNO PRODI Informa:

Il 26 marzo del 2007 la commissione presieduta dall’on. Grandi ha consegnato la relazione conclusiva all’on. Vincenzo Visco.

Il giorno 30 marzo del 2007 l’on. Vincenzo Visco ha trasmesso la relazione della commissione Grandi al dott. Giorgio Tino, direttore generale dell’Aams, perché fornisse doverose spiegazioni, valutazioni e osservazioni da parte dell’Amministrazione. Nello stesso giorno l’on. Visco inviò la relazione conclusiva della commissione Grandi anche al Procuratore regionale della Corte dei Conti, dott. Ribaudo, e al Procuratore della Repubblica di Roma, dott. Ferrara.

Il giorno 2 aprile del 2007 il viceministro Vincenzo Visco trasmise al dott. Tino, al dott. Ribaudo e al Dott. Ferrara anche gli allegati alla relazione conclusiva della commissione Grandi.

Il giorno 22 maggio 2007 il dott. Tino ha consegnato all’on. Visco le spiegazioni, valutazioni e osservazioni richieste all’Amministrazione.

Il giorno 5 luglio 2007 l’on. Vincenzo Visco, ottemperando a una richiesta della commissione parlamentare sul fenomeno della criminalità mafiosa, ha inviato al presidente della stessa commissione, on. Forgione, la relazione conclusiva della commissione Grandi.

DAL CORRIERE DELLA SERA (26.06.2006 Archivio storico pag.11), si riporta:

Tangenti e slot machine

l' inchiesta *** Due anni di indagini *** Dopo due anni di indagini partite da un giro di usura nel Potentino, il pm di Henry John Woodcock arriva a scoprire un filone che porta a una serie di illeciti nella gestione delle licenze per i videogiochi in Basilicata e ai nullaosta per i videogiochi dei casinò di Campione d' Italia. In pratica il pm ricostruisce un sistema tangentizio per ottenere i nullaosta dai Monopoli di Stato per l' introduzione di macchinette poi taroccate per guadagnare di più *** gli indagati *** 24 persone coinvolte *** Gli indagati sono 24. Al vertice del giro di tangenti e macchinette taroccate il pm colloca il principe Vittorio Emanuele. Sarebbe lui l' uomo dalle conoscenze giuste, che utilizzando i suoi legami «istituzionali e massonici» poneva le basi per accordi corruttivi. Nel giro ci sarebbero pure il sindaco di Campione d' Italia, Roberto Salmoiraghi, il portavoce di Fini, Salvatore Sottile. Nell' inchiesta finisce anche il principe Emanuele Filiberto *** le accuse *** Sesso e corruzione *** Per Vittorio Emanuele di Savoia l' accusa è di associazione per delinquere finalizzata a corruzione, falso e sfruttamento della prostituzione. Salvatore Sottile è sotto inchiesta per concussione sessuale nella vicenda che coinvolge la Gregoraci. Emanuele Filiberto è accusato di pirateria informatica e frode. Roberto Salmoiraghi avrebbe fornito, insieme con altri, «pacchetti completi» per il Casinò, comprensivi di prostitute dell' Est

Slot, colpo di spugna sui novanta miliardi

Marco Menduni e Ferruccio Sansa

Dal sito Italia e Mondo (Secolo XIX) si riporta: (14 maggio 2008)

SILENZIO generale. L’accordo è stato siglato, ma nessuno se n’è accorto. I Monopoli e le società concessionarie delle slot machine hanno firmato la nuova convenzione. Il punto chiave? Non è prevista alcuna penale in caso di tardato pagamento del Preu (Prelievo Erariale Unico), la tassa del 12 per cento sulle cifre incassate. In parole povere: se le società non pagheranno per tempo l’imposta prevista per ogni giocata... non succederà niente. È stata di fatto abolita la sanzione che aveva portato la Corte dei Conti a chiedere alle società concessionarie (ma anche ad alcuni funzionari dei Monopoli, tra cui il numero uno, Giorgio Tino) il pagamento di oltre 90 miliardi di euro di cui ha parlato il Secolo XIX in una lunga inchiesta.

Per il futuro non sarà prevista alcuna sanzione, quindi. Proprio quello che desideravano le concessionarie. Ma questo, forse, è il meno. La nuova convenzione potrebbe privare lo Stato degli oltre novanta miliardi richiesti dalla Corte dei Conti. Una fonte del Secolo XIX lo aveva previsto chiaramente: «Se fosse abolita la sanzione per il futuro, probabilmente anche le somme richieste per il passato sarebbero cancellate o almeno rimodulate».

 

Che cosa significa? Quasi certamente decine di miliardi di incasso in meno per i Monopoli. Ma non basta. Le società segnano un altro punto a loro favore: Amedeo Laboccetta, figura di spicco di Alleanza Nazionale in Campania, è stato eletto alla Camera. Bene, Laboccetta è il legale rappresentante della Atlantis, la società concessionaria di slot-machine che più di ogni altra sarebbe debitrice allo Stato: 31 miliardi e mezzo di euro, l’equivalente, per intendersi, di sei volte il Pil di una nazione come lo Zimbabwe.

Ma partiamo dalla convenzione. Scrive l’agenzia di stampa Jamma, specializzata nelle notizie riguardanti il mondo del gioco: «Sono dieci le società convenzionate con l’Amministrazione dei Monopoli di Stato per la conduzione in rete delle newslot. Dieci sono quindi i contratti di convenzione tra queste imprese e l’ente di regolamentazione italiano per il gioco firmati a seguito della revisione delle concessioni disposta già nel luglio scorso e che prevede per l’ applicazione delle penali per eventuali disservizi principi di ragionevolezza e proporzionalità».

Il nuovo testo della convenzione è il risultato dell’intesa raggiunta tra Aams e i Concessionari ed è il frutto di un confronto tra le parti, sottoscritto nelle settimane scorse. Un accordo importante, importantissimo per il mondo del gioco, ma anche per le casse dei contribuenti. Eppure nessuno, o quasi, ne ha saputo nulla.

Le modifiche introdotte riguardano in particolare la circostanza che le penali debbano essere applicate secondo i richiamati principi di ragionevolezza e proporzionalità. Che debbano essere “commisurate” al danno effettivamente arrecato all’Erario. Come? Prevedendo una graduazione delle penali stesse in caso di inadempimento del Concessionario agli obblighi relativi alla conduzione della rete.

Proprio i punti nodali dell’inchiesta della Corte dei Conti, del rapporto della Commissione guidata dal sottosegretario Alfiero Grandi. E dell’inchiesta del Secolo XIX. Tutta la differenza tra 90 miliardi di euro e zero (o quasi) passa attraverso quelle due parole: «ragionevolezza» e «proporzionalità». Si ritiene,insomma, che le sanzioni previste dalla precedente convenzione (firmata, è bene ricordarlo, dai Monopoli e dalle stesse società interessate) erano eccessive.

Ma non basta: con l’atto aggiuntivo della nuova convenzione è stata eliminata l’applicazione della penale nell’ipotesi di ritardato pagamento del Preu, la tassa. Un particolare questo sicuramente gradito alle società che solo un anno fa si erano viste recapitare provvedimenti sanzionatori per diversi milioni di euro annullati nelle settimane scorse dai giudici del Tribunale Amministrativo del Lazio.

Ecco la lista delle sanzioni, di cui Il Secolo XIX aveva a lungo parlato: il record, appunto, era stato toccato da Atlantis con 31 miliardi. Seguono: Cogetech (9,4 miliardi), Snai (8,1 miliardi), Lottomatica (7,7 miliardi), Cirsa (7 miliardi di euro), Hbg (7 miliardi), Codere (6,8 miliardi), Sisal (4,5 miliardi), Gmatica (3,1 miliardi) e Gamenet (2,9 miliardi). Tutte sanzioni che verranno discusse l’8 dicembre davanti alla corte dei conti del Lazio. Con quale destino è ora difficile capirlo.

Il totale fa circa novanta miliardi di euro, considerando che le cifre sono arrotondate per difetto. E senza contare un’altra voce: le sanzioni sul mancato prelevamento del Preu, il prelievo che i Monopoli dovevano esigere su ogni giocata delle slot machine. E senza tenere conto delle sanzioni che erano state richieste nei confronti dei vertici dell’amministrazione dei Monopoli e che potrebbero essere confermate. Cifre a nove zeri, basti pensare che al direttore Giorgio Tino è stato contestato un danno per 1,2 miliardi di euro.

Con la nuova convenzione le somme che potrebbero essere invece richieste alle concessionarie sono vicine allo zero. Adesso, visto che gli stessi Monopoli hanno rinegoziato le penali, le nuove convenzioni potrebbero spalancare le porte a un clamoroso colpo di spugna. Del resto l’ipotesi era emersa chiaramente quando molti protagonisti dello scandalo slot-machine erano sfilati davanti alle commissioni parlamentari. Maggioranza (allora centrosinistra) e opposizione (centrodestra) avevano sostenuto le ragioni delle concessionarie. L’ex vice-ministro dell’Economia, Vincenzo Visco, si era rifiutato di fornire una qualsivoglia spiegazione dell’accaduto ai cronisti del Secolo XIX: «Con voi non parlo perché non mi siete simpatici», aveva liquidato la questione. O, almeno, si era illuso di farlo, perché poi centinaia di lettori scrissero a Prodi chiedendo una risposta. Poi intervennero anche Beppe Grillo e Striscia la Notizia. Alla fine il governo fu costretto a rispondere: «Non ci sarà alcun condono», aveva promesso Romano Prodi.

Dopo pochi mesi, ecco le audizioni in Parlamento. E la sensazione, chiara, che la storia dei 90 miliardi “dimenticati” dai Monopoli non appassionasse granché nessuno. Del resto, come dimostra chiaramente l’elezione di Amedeo Laboccetta, le società concessionarie hanno molti amici nel mondo politico. In entrambi gli schieramenti.

Ma qualcuno, nel mondo politico, ha anche messo nero su bianco l’intenzione di “perdonare” le concessionarie. Chi? Angelo Piazza e Giovanni Crema, due deputati della Rosa nel pugno, prima della discussione in commissione, avevano inserito questa frase: «Appare necessario adottare iniziative legislative volte a rivedere, anche retroattivamente, le condizioni convenzionali e il termine del 31 ottobre 2004».

Che cosa vuol dire, tradotto dal politichese all’italiano? Che la convenzione, quella che prevedeva pesanti sanzioni, andava rivista anche per il passato. E che la data ultima sulla quale doveva essere operativo tutto il sistema telematico di controllo delle slot poteva essere “spostata” in avanti. Effetto finale? La sparizione dei 90 miliardi. Come adesso rischia davvero di succedere.

NOSTRO COMMENTO: FORSE MOLTI IGNORAVANO DI QUESTO COLPO DI SPUGNA TRA I MONOPOLI E LE SOCIETA’ CONCESSIONARIE ! QUESTA SI CHE E’ UNA VERA VERGOGNA ! VIVA L’ITALIA !

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