18 novembre 2019
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Il cardinal Bagnasco dà lezioni di morale e fà politica

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«L'immigrato è uno di noi; noi italiani siamo stati immigrati, e prima di noi lo è stato Gesù»

Bagnasco: «Sogno una nuova generazione di politici cattolici» Il presidente della Cei: «Disarmare gli animi per il bene del Paese. Le riforme sono l'obiettivo urgente»

Fonte: il corriere.it 25 gennaio 2010

 

MILANO - Il presidente dei vescovi italiani, card. Angelo Bagnasco, ha un «sogno»: quello di veder nascere in Italia una nuova generazione di politici cattolici. Lo ha detto lui stesso aprendo a Roma i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. Il porporato ha confidato ai suoi confratelli «un sogno, di quelli che si fanno ad occhi aperti e dicono una direzione verso cui preme andare». «Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei - ha spiegato - che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti».

LA CRISI - Bagnasco ha toccato numerosi argomenti. A proposito della crisi economica, ha affermato che sta per essere superata: l'Italia, sostiene il presidente dei vescovi italiani, «è incamminata verso una fase di prudente ma indubitabile recupero». «Mentre la crisi imperversava - ricorda - ci è parsa almeno in parte al riparo dagli scossoni più violenti, oggi sembra aver colto con una certa prontezza la via della ripresa. E questo grazie ad una serie di salvaguardie del nostro sistema economico e finanziario complessivo, che sono state rafforzate, ma anche grazie all'intraprendenza delle nostre imprese che hanno saputo fronteggiare l'inasprimento delle condizioni del mercato attraverso il riposizionamento strategico del proprio impianto produttivo». Bagnasco ha però invitato il sistema bancario ad attuare una politica del credito che, senza farsi avventata, sappia tuttavia essere scrupolosamente più attenta alle esigenze delle aziende in affanno» e uno alla classe politica perché «intensifichi tutti i meccanismi che possono attenuare l'angoscia di chi, in seguito a licenziamento, ha perso la propria fonte di sostentamento o è in cassa integrazione»:

RIFORME - Il presidente dei vescovi italiani ha quindi lanciato un appello affinché la politica centri l'obiettivo «urgente, ma colpevolmente sempre rinviato» delle riforme, caldeggiato «molto opportunamente» da Giorgio Napolitano. «Il Paese - ha detto il porporato - ha bisogno di uscire dalle proprie pigrizie mentali, dai pregiudizi ammantati di superiorità, per essere meglio consapevole delle risorse e delle qualità di cui dispone, per dare una giusta considerazione ai successi conseguiti ad esempio sul fronte della lotta alla criminalità, o dell'eccellenza tecnologica, o della ricerca medico-scientifica, o della bio-alimentazione, o dell’industria creativa. Occorre essere fieri del proprio buon nome, della propria fatica, dell'impegno speso senza vanità e che, quando c'è, non può essere annullato da nessuno». Bagnasco ha proseguito dicendo che serve un «disarmo» in politica, invitando classe politica e media a rinunciare «a far prevalere analisi finalizzate a giustificare unicamente il proprio progetto ritenuto pregiudizialmente il migliore».

IMMIGRAZIONE - Bagnasco ha poi ricordati i fatti di Rosarno, affermando che la vicenda «non può ipotecare con un colpo solo l'immagine di un intero territorio che proprio ora deve invece trovare la forza per uscire dall'emergenza», ma deve tuttavia far riflettere sulle cause che l'hanno provocata. Tra queste, il porporato ha indicato «la condizione del tutto critica in cui abitualmente vive una parte degli immigrati presenti nel nostro Paese», «uno standard non accettabile», ha detto Bagnasco, aggiungendo: «Così non si può, così non è umano». E poi: «Niente può farci dimenticare questa verità: l'immigrato è uno di noi; noi italiani siamo stati a nostra volta immigrati, e prima di noi lo è stato Gesù».

NOSTRO COMMENTO: La Chiesa prima di far ammonimenti e dettar norme di comportamento agli altri dovrebbe dare uno sguardo all’ interno del clero. Come può la Chiesa avere l’ardire di parlare di altruismo, carità verso gli altri, soprattutto, se immigrati, quando la Chiesa tiene ancora in vita una Associazione come l’Opus Dei, che non si capisce bene che cosa sia. Molti degli stessi adepti sono fuggiti inorriditi dalle cose inspiegabili che avvenivano ed avvengono all’interno di questa chiamiamola “associazione”. (Leggi su questo stesso Blog il Nostro articolo su l’Opus Dei Story) Molti adepti hanno scritto interi libri per testimoniare quello che accade. (Leggi “Opus Dei segreta” di F. Pinotti e “Dentro l’Opus Dei” di Emanuela Provera (numeraria dell’Opus Dei). Un’altra piaga nell’ambito del clero sono i cd “Preti pedofili” (Guarda i video su questo Blog) che la Chiesa inspiegabilmente si ostina a difenderli ed a nasconderli invece di consegnarli alla competente autorità giudiziaria. Su questo schifo esiste una copiosa documentazione di video e di filmati (non solo su questo Blog ma anche su Youtube). Infine un’altra perla della Chiesa è lo IOR (la Banca del Vaticano) Chi si vuole documentare al riguardo legga “Vaticano S.p.A.” di Gianluigi Nuzzi. Si riporta dal libro:”…. spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficienza. Tutto grazie all’archivio di Mansignor Roberto Dardozzi (1922-2003). Titoli di Stato scambiati per riciclare danaro sporco. I soldi di Tangentopoli, la Maxitangente Enimont sono passati dalla Banca perfino il denaro lasciato dai fedeli per le Sante Messe è stato trasferito in conti personali con le più abili alchimie finanziarie. Lo IOR ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma utilizzata anche dalla Mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde al alcuna legislazione diversa dal quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.”

A questo punto ci si chiede: come può la Chiesa ergersi a maestra di morale e di vita soprattutto nel nome di Dio? Allora Noi diciamo, per essere benevoli, cominci la Chiesa a spogliarsi dei beni che conserva in Vaticano e nello IOR (dove risiedono centinaia di miliardi! E la gente muore di fame!) Li doni ai poveri secondo il Verbo Divino e come ha fatto Gesu’ Cristo tanti secoli addietro. Come ha fatto S. Francesco. Cominci la Chiesa ad aiutare veramente i poveri e fare la CARITA’ (La carità che la Chiesa afferma di fare oggi è solo una briciola a fronte delle ricchezze ingenti che possiede) che DIO ha predicato per tanti secoli! Cominci a fare questo – PRIMA – e – DOPO – FORSE… potrà parlare di uso di carità, amore verso il prossimo, immigrati, ecc.. Prima: CERTAMENTE NO! S. Agostino, tanti secoli addietro, diceva: “Noli foras exire in te ipsum redi in interiore homine habitat Veritas” In parole povere: FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA. ESAMINATE PRIMA VOI STESSI PER TROVARE LA VERITAS E POI RIVOLGETEVI AGLI ALTRI. La Chiesa deve fare pulizia all’interno del clero per togliere le mele marce se vuole essere credibile. Così come è ora incanta solo gli “allocchi” ed i politici interessati a tenersi buona la Chiesa che fà politica.. Noi siamo cristiani. Siamo Cattolici. Ma non apparteniamo alla Chiesa attuale. Il Nostro è un libero pensiero che combatte e segnala queste storture che avvengono nella Chiesa di Cristo. Cardinal Bagnasco! Crede proprio che gli Italiani e, nella fattispecie, i cattolici, siano proprio così stupidi ?

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