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Arrestato Rosario Naimo

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DA ANTIMAFIA2000.com si riporta:

Arrestato Rosario Naimo, l'uomo ''piu' potente del presidente degli Stati Uniti''

di Aaron Pettinari - 29 ottobre 2010
Era latitante dal '95, perchè condannato a 19 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti. Contro di lui c'è anche l'ordinanza di carcerazione emessa dalla magistratura statunitense per il reato di associazione per delinquere finalizzata all'importazione e distribuzione di cocaina. Quindi è accusato di essere l'anello di congiunzione tra Cosa Nostra Americana e quella Siciliana.

 

Rosario Naimo, detto Saruzzo, della famiglia di San Lorenzo e legato ai Gambino, è stato arrestato per caso mercoledì sera in via Sciuti. A darne notizia l'edizione palermitana di La Repubblica.
A tradirlo è stata un'emorragia all'occhio scoppiata al'improvviso. Naimo, 65 anni, ha iniziato a barcollare e si è accasciato sul marciapiede. A raccoglierlo dolorante sono stati due finanzieri che per caso si trovavano di pattuglia nella zona. Dapprima avrebbe cercato di nascondere la propria identità, poi ha tentato di corrompere i due militari. “Sono latitante, vi dò duemila euro se mi portate in ospedale”, avrebbe detto. I finanzieri lo hanno portato subito in caserma e poi hanno chiamato un'ambulanza. Ulteriori indagini svolte dal Gico hanno poi permesso di individuare il covo dove il ricercato abitava. Qui sono stati sequestrati denaro contante nella sua disponibilità per 210.500 euro e 16.530 dollari. Dopo le cure Naimo è stato trasferito in carcere dove attualmente si trova a disposizione dell'autorità giudiziaria.
La storia
Era stato il procuratore aggiunto Giovanni Falcone a chiedere il rinvio a giudizio, nel 1991, di Rosario Naimo, uno dei “re del narcotraffico” coinvolto in una inchiesta su un vasto traffico di cocaina tra Colombia, Stati Uniti e Sicilia chiamata “Sea Port”. 
Quindi fu condannato a 25 anni in primo grado, pena ridotta poi a 19 anni in appello. L'inchiesta prese il via dopo le rivelazioni del pentito Joe Cuffaro che ricostruì i consistenti traffici internazionali di eroina gestiti dal gruppo Galatolo che faceva parte della famiglia Madonia. In particolare, venne accertato che un carico di 600 chilogrammi di cocaina proveniente dalla Colombia venne sbarcato nell' ottobre del 1987 sulle coste trapanesi dal mercantile “Big John”, comandato da Allen Knox. Il movimento di denaro rivelato dal “pentito” e collegato a quello sbarco ha trovato un riscontro contabile nella documentazione sequestrata il 7 dicembre 1989 in un covo di Antonino Madonia, uno dei figli del boss Francesco, in via Mariano D' Amelio a Palermo.
Era un uomo potente tanto che il capo dei capi Totò Riina di lui diceva che “era più potente del presidente degli Stati Uniti”. 
Non a caso, negli anni '90, mentre trascorreva la propria latitanza a Castellammare, l'attuale numero uno di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro assieme a Leoluca Bagarella avevano pensato di rivolgersi a lui per cercare di riprendere un antico sogno della mafia siciliana, cioè quello di far passare la Sicilia sotto la bandiera americana “come cinquantaduesimo stato”. A parlare dell'episodio è stato il pentito, ed ex braccio destro di Messina Denaro, Vincenzo Sinacori. Naimo - secondo il collaboratore - si impegnò a parlarne negli Stati Uniti, ma fece presente che “la cosa a suo parere non era più fattibile perché erano cambiati i tempi e non c' era più la guerra fredda”.
La figura di Naimo è anche strattamente legata alla cacciata degli Inzerillo. All'epoca della guerra di mafia la "commissione" siciliana aveva stabilito che gli Inzerillo superstiti avessero salva la vita a patto di non tornare più nell´Isola. Era questa la regola che dettarono i “Corleonesi” Riina e Provenzano e Naimo fu scelto come garante di quel patto.
Il nome di Naimo è poi riapparso, dopo diversi anni, nelle motivazioni della sentenza di uno dei tronconi del processo "Gotha" in cui è stato condannato a dieci anni e otto mesi per associazione mafiosa l'ex deputato regionale Giovanni Mercadante e a 16 anni Antonino Cinà legato a Nino Rotolo, capo del mandamento di Pagliarelli.
Proprio quest'ultimo, contrario al progetto di “rientro degli scappati”, promosso dal boss di San Lorenzo Salvatore Lo Piccolo, venne intercettato mentre diceva: “Totuccio Inzerillo ed altri, senza ragione, senza ragione alcuna, sono venuti a cercarci per ammazzarci, ma nessuno gli aveva fatto niente. Ci hanno cercato e ci hanno trovato. Non siamo stati noi a cercarli. Dovevano rimanere lì e dovevano rispondere... perché erano tutti scappati, tutti fuori in America, però dovevano rimanere reperibili e dovevano rispondere a una persona, che era Saruzzo Naimo”.

 

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