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23 ottobre 2017
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Giustizia

Storia di giornalisti uccisi dalla mafia

Storia dei giornalisti uccisi dalla mafia

Fonte e link: http://www.antimafiaduemila.com/dossier/giornalisti-uccisi-dalla-mafia.html
di Aaron Pettinari

Oggi il bavaglio, ieri la morte ed il fango

 
Cronaca e attualità

PRESIDENTE DR. DOMENICO DE CARIDI:UN MAGISTRATO, UN UOMO”

PREMIO  “PRESIDENTE DR. DOMENICO DE CARIDI:UN MAGISTRATO, UN UOMO” PER LA RICERCA GIURIDICA IN CAMPO EUROPEO  2017 AL PROF. AVV. LUCIANO MARIA DELFINO

Il premio, che è destinato, dalla famiglia De Caridi – Iacona, agli studiosi calabresi che per il loro lavoro e l'importanza del loro impegno culturale e scientifico si siano distinti in ambito nazionale ed internazionale, ha la finalità di onorare la memoria del Dr. Domenico De Caridi, Magistrato insigne e pietra miliare della cultura giuridica reggina e calabrese e di ricordarlo alle nuove generazioni che per ragioni di età non lo hanno conosciuto,  e perché le medesime possano trovare in Lui una guida ed un esempio di rigore metodologico nello studio delle scienze giuridiche.

E’ con questo intendimento che il 20 aprile 2017 in Reggio Calabria nel salone " Mons. Ferro" di Palazzo Alvaro ,  è stato consegnato , da parte dell’Avv. Aldo De Caridi, in rappresentanza della famiglia De Caridi – Iacona, il Premio " Domenico De Caridi : un Magistrato , un Uomo" al Prof. Avv. Luciano Maria Delfino per gli studi e la ricerca scientifica in  Europa.

L’Avv. Aldo De Caridi ha ricordato con grande sensibilità e con commosse parole la figura del padre evidenziando quanto con il suo esempio, egli abbia contribuito a sviluppare in lui il senso del rispetto per gli altri ed il significato dell’attività di servizio verso il prossimo ed indicato quanto siano state innumerevoli le opere di servizio alla società reggina e soprattutto rammentato e posto in risalto il tormento assiduo che ha connotato l’essere Giudice del Presidente De Caridi, un Uomo che di se ha nobilmente scritto che  "... dall'altezza del suo operato non ha mai atteso altro motivo di onore se non la consapevolezza del proprio dovere ...".

Per questo suo modo di essere e per l’esempio che ne ha ricevuto, l’Avv. De Caridi, ha con pudore ma anche con orgoglio, riferito come il padre sia stato e sia ancora oggi punto di riferimento della sua vita umana e professionale.

L’Avv. De Caridi  ha inoltre sottolineato le sue considerazioni personali sul Prof. Delfino e rammentato il tratto di profonda amicizia intercorso tra i loro genitori, entrambi grandi Magistrati,  ricordato la fraterna amicizia e la stima che lo lega al Prof. Delfino e anche il piacere di averlo seguito negli anni, nel suo prezioso peregrinare in Italia ed all’estero e partecipare assieme a lui, ai numerosissimi convegni e seminari in cui lo stesso è stato protagonista di successo.

Ha ancora aggiunto che, con piena consapevolezza ed in considerazione dello oggettivamente ricco e significativo curriculum scientifico, la scelta della famiglia, per il conferimento del premio, è ricaduta sul Prof. Avv. Luciano Maria Delfino, studioso e giurista di prestigio internazionale, unanimemente apprezzato, ai più alti livelli, nel mondo professionale e scientifico italiano e europeo.

Politica

TRAVAGLIO SCATENATO CONTRO RENZI: “MA VI RENDETE CONTO CHE UN NULLAFACENTE QUALUNQUE, TIENE IN OSTAGGIO IL VOSTRO PAESE?

TRAVAGLIO SCATENATO CONTRO RENZI: “MA VI RENDETE CONTO CHE UN NULLAFACENTE QUALUNQUE, TIENE IN OSTAGGIO IL VOSTRO PAESE?

di mimmo · 20 maggio 2017

Ma vi rendete conto che un quivis de populo, un passante, un signor nessuno che non ha neppure un mestiere e che l’ultima volta che fu eletto fu al Comune di Firenze e poi basta, che non è più premier e neppure segretario del suo partito, tiene in ostaggio un intero Paese, che incidentalmente è il nostro? Vi rendete conto che questo noto frequentatore di se stesso ha appena nominato i vertici delle aziende di Stato, controlla militarmente le tre reti e i tre tg della Rai, dà ordini al governo e le pagelle ai ministri, pretende una punizione esemplare o meglio la chiusura dell’unico programma di giornalismo investigativo rimasto (Report) e – siccome l’unica qualifica che gli è rimasta è quella di figlio di papà Tiziano – fa il diavolo a quattro affinché il Csm o il ministro della Giustizia o magari i caschi blu dell’Onu radano al suolo la Procura di Napoli e il Noe che hanno osato scoperchiare le tangenti e i traffici alla Consip per truccare il più grande appalto d’Europa? Ieri abbiamo scritto che B. non sa più che dire e fare perché i renziani gli rubano le parole, le leggi e le malefatte di bocca. Ma c’è una differenza: pur con tutti i conflitti d’interessi, B. era un premier e un leader eletto dal popolo. Renzi non ha mai sottoposto se stesso né il suo programma (lo stesso di B.) agli elettori ed è improbabile che, se l’avesse fatto, avrebbe avuto la maggioranza – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 20 aprile 2017, dal titolo “Viale Vaccini”.

Figurarsi quanti voti prenderebbe nel popolo del centrosinistra se li chiedesse per attaccare i pm e gl’investigatori che indagano su suo padre e i giornalisti che non gli chiedono il permesso. La canea scatenata dall’inchiesta di Report sul vaccino contro il papilloma virus fa dubitare della legge Basaglia. Prima di trasmetterla, il direttore Sigfrido Ranucci ha premesso che “il servizio non è contro l’utilità dei vaccini. Parliamo di farmaco-vigilanza. Di cosa succede quando ti inietti il vaccino e hai una reazione avversa. La legge prevede che il medico informi l’ufficio di farmaco-vigilanza entro 36 ore. Ma in quanti lo fanno?”. Poi il racconto di alcune ragazze affette da Hpv che, dopo il vaccino, hanno subìto reazioni avverse e faticato a segnalarle ai medici e alla vigilanza. Anche perché i dati sugli effetti negativi sono discordanti, inattendibili, sottostimati per la carenza di studi e istituti davvero indipendenti: forse per non creare allarmismi fra la gente poco informata, più probabilmente per compiacere le case farmaceutiche, che muovono capitali spaventosi, si comprano i media e spesso la ricerca, la medicina e la vigilanza. Di che altro dovrebbe occuparsi il “servizio pubblico”, se non della nostra salute?

Lo spiega bene al Fatto il farmacologo Silvio Garattini, interpellato da Report con altri esperti internazionali: “Nessuno scandalo, occorrono più trasparenza, più studi e più controlli indipendenti sugli effetti di tutti i farmaci, non solo dei vaccini”. Quanto al papilloma, “non esistono prove certe della sua correlazione col tumore alla cervice uterina”. Ma noi conosciamo solo “il 10% di quel che dovremmo sapere sulle sostanze che assumiamo” perché la gran parte degli studi sono “presentati dalle industrie farmaceutiche”: come chiedere all’oste se il vino è buono. Ma salta su tale Beatrice Lorenzin, del cui curriculum medico-scientifico nessuno può dubitare: maturità classica, stage al Giornale di Ostia, dirigente di FI ed Ncd, dunque ministra della Salute. Dall’alto di cotanta cattedra, spiega a Report (e dunque pure a Garattini e agli altri esperti intervistati) che chi non ha i titoli scientifici non deve parlare di vaccini, altrimenti “diffonde paura con tesi antiscientifiche”. Ha parlato Marie Curie. Poi c’è il novello Albert Einstein, al secolo Guelfo Guelfi, che sta nel Cda Rai perché scriveva i discorsi a Renzi, quindi ha la laurea ad honorem in farmacologia. Infatti discetta di vaccini e, già che c’è, chiede la testa di Ranucci e Berlinguer, e pure di Campo Dall’Orto che non li ha ancora decapitati. Il resto lo fanno i telegiornaloni e i giornaloni aggreppiati alla lobby del farmaco, che non ammette discussioni sui medicinali (ripetiamo: dibattiti tra scienziati sui pro e i contro, non inviti di ciarlatani a non vaccinarsi), e alla politica mainstream, che s’è autoproclamata Partito dei Vaccini contro il fantomatico Partito dei Virus, cioè – nella narrazione fumettistica della banda del buco – i 5Stelle.

Dopo 20 anni di difesa strenua, Repubblica unisce i suoi fuciletti a quelli del Pd contro Report. Il tutore dell’ordine Sebastiano Messina disperde con gl’idranti l’ultimo fiore all’occhiello della Rai perché nomina Benigni invano e, “anziché smascherare il grande imbroglio di chi vuole impedire agli italiani di vaccinarsi, sostiene la tesi opposta”. In attesa di svelarci chi vuole impedire agli italiani di vaccinarsi (la Papilloma Spectre? le Forze Oscure della Scarlattina in Agguato? la Morbillobby?), il gendarme chiede la cacciata di Ranucci che avrebbe tradito la lezione di Milena Gabanelli (peccato che fosse il suo braccio destro, che lei l’abbia scelto come suo successore e l’abbia difeso ancora ieri). Il tutto, beninteso, per “salvare Report da se stesso, allontanandolo velocemente dal sinistro latrato degli spacciatori di bufale”. Dunque Ranucci, nella prosa stilnovista di questo fuochista della macchina del fango, sarebbe un cane che latra bufale (e quali? Messina si scorda di indicarne una). Nasce così un nuovo reato: il leso vaccino. E un nuovo dogma di fede: l’Immacolata Vaccinazione. Il tutto, quando si dice la combinazione, pochi giorni dopo che Report ha smascherato i conflitti d’interessi fra l’Unità del figlio di Tiziano e il costruttore Pessina. Ma davvero questi impuniti pensano di farci credere che sparano su Report per difendere i vaccini? Ma pensano che siamo tutti fessi?

http://www.notiziea5stelle.it

IL NOSTRO COMMENTO: Bravo Marco! Ormai la stupidità è come lo spazio ed il  tempo: NON HA CONFINI! Se basta una nullità come Renzi a tenere in scacco un intero Paese significa proprio che siamo alla frutta!


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