23 settembre 2019
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Benedetto XVI vorrebbe giustificare tutto col 'peccato'

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Giornata di solidarietà promossa dalla Cnal, Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali  San Pietro, 200 mila per il Papa (fonte:il Corriere.it)

«È il peccato il vero nemico» Benedetto XVI: «Il male spirituale può contagiare anche i membri della Chiesa», ma «proseguiamo con fiducia»

Fonte:il Corriere.it

Fonte video: fmmilanocorojubilate 

 

ROMA - Circa 200 mila persone sono affluite domenica mattina in piazza San Pietro per la giornata di solidarietà verso Benedetto XVI, promossa dalla Cnal (Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali) dopo la bufera dello scandalo pedofilia che ha coinvolto la Chiesa. Da tutta Italia sono arrivati gli appartenenti ai movimenti ecclesiali e alle associazioni cattoliche che intendono stringersi intorno al Papa per testimoniargli il loro appoggio e sostegno. Molte le famiglie, i fedeli delle parrocchie romane e delle diocesi italiane. Sul colonnato un grande striscione, affisso dalla Cnal, con la scritta «Insieme con il Papa». Su altri due grandi striscioni con frasi dello stesso Ratzinger: «È nella Comunione della Chiesa che incontriamo Gesù» e «Non abbiate paura, Gesù ha vinto il male».

LA RICONOSCENZA DEL PAPA - Benedetto XVI, affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, dopo la recita del «Regina Coeli» (preghiera che fino a Pentecoste sostituisce l'«Angelus») ha ringraziato i fedeli per «questa bella e spontanea manifestazione di fede e di solidarietà». «Cari amici - ha detto - voi oggi mostrate il grande affetto e la profonda vicinanza della Chiesa e del popolo italiano al Papa e ai vostri sacerdoti, che quotidianamente si prendono cura di voi, perché, nell'impegno di rinnovamento spirituale e morale possiamo sempre meglio servire la Chiesa, il Popolo di Dio e quanti si rivolgono a noi con fiducia».

«IL VERO NEMICO E' IL PECCATO» - «Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa», ha detto poi Papa Benedetto XVI. «Viviamo nel mondo - ha aggiunto il Papa - ma non siamo del mondo. Noi cristiani non abbiamo paura del mondo, anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell'amore, nel servizio». «E' quello che la Chiesa, i suoi ministri, unitamente ai fedeli - ha detto il Pontefice - hanno fatto e continuano a fare con fervido impegno per il bene spirituale e materiale delle persone in ogni parte del mondo. E' quello che specialmente voi cercate di fare abitualmente nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti: servire Dio e l'uomo nel nome di Cristo. Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza».

LA PREGHIERA DI BAGNASCO - Alle 11, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva guidato la preghiera introduttiva, in cui si auspicava che la Chiesa, «fedele alla sua missione», e «purificata dalla penitenza, sia luogo di giustizia e di conforto per i credenti». Nella preghiera si chiedeva «misericordia e perdono per i nostri peccati, purificazione e forza per tutta la Chiesa». «Mediante il ministero dei sacerdoti - si aggiungeva in un altro passaggio -, dona loro di essere perseveranti nel servire la tua volontà». «Ascolta il grido di coloro che sono nel dolore - recitava ancora la preghiera - perché trovino giustizia e conforto, così che, partecipando alla vita della tua Chiesa, purificata dalla penitenza, possano riscoprire l'infinito amore di Cristo». Viene quindi invocato aiuto nel «cammino di conversione in questi tempi di apprensione e di speranza».

SOLDIARIETA' DA ASSISI - Sulla loggia della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, nel giorno in cui davanti alla chiesa sfileranno migliaia di persone che stanno partecipando alla Marcia della pace partita stamani da Perugia, i frati francescani hanno appeso uno striscione lungo cinque metri con i colori della pace, su cui si legge: «Dalla piazza di S. Francesco in Assisi a piazza San Pietro in Roma un'unica voce di sostegno alla missione del Papa: Santità conti su di noi per la sua mission di pace e di bene! I frati del S. Convento» . 16 maggio 2010

NOSTRO COMMENTO: Santità! Il vero nemico da combattere nella Chiesa cattolica non è solo il “peccato”, che è una conseguenza dell’azione dell’uomo, ma ben  altri sono i mali da estirpare, con immediatezza, nell’ambito della Chiesa. Ci riferiamo, in primis, ai preti pedofili, protetti e nascosti per decenni da tutto il clero. Ci riferiamo all’ Opus Dei  che non si capisce bene che cosa sia. Molti degli stessi adepti sono fuggiti inorriditi dalle cose inspiegabili che avvenivano ed avvengono all’interno di questa  chiamiamola “associazione”. (Leggi su questo stesso Blog il Nostro articolo su l’Opus Dei) Molti adepti  hanno scritto dei libri per testimoniare quello che accade.  (Leggi “Opus Dei segreta” di F. Pinotti e “Dentro l’Opus Dei” di Emanuela Provera (numeraria dell’Opus Dei ).  Ci riferiamo, Infine, allo IOR (la Banca del Vaticano) Chi si vuole documentare al riguardo legga “Vaticano S.p.A.”  di Gianluigi Nuzzi. Si riporta dal libro:”…. spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficienza. Tutto grazie all’archivio di Mansignor Roberto Dardozzi (1922-2003). Titoli di Stato scambiati per riciclare danaro sporco. I soldi di Tangentopoli, la Maxitangente Enimont sono passati dalla Banca perfino il denaro lasciato dai fedeli per le Sante Messe è stato trasferito in conti personali con le più  abili alchimie finanziarie. Lo IOR ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma utilizzata anche dalla Mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde al alcuna legislazione diversa dal quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.” Non si illuda Benedetto XVI di risolvere il marcio che si annida da tempo nel clero imputando al “peccato” , in via generale ed astratta , la colpa di tutti i mali della Chiesa . Il Papa deve fare pulizia all’interno del clero per togliere le mele marce se vuole essere credibile, altrimenti incanta solo gli allocchi” ed i politici interessati a tenersi buona la Chiesa che fà politica.. Noi siamo cristiani. Siamo Cattolici, ma non apparteniamo alla Chiesa attuale. Così come Noi, migliaia di Italiani, che  vogliono una Chiesa PULITA lontana dalla POLIICA.-

 

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